Problemi di immagine

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Claudia era una ragazza di 17 anni, si è presentata in ufficio, stringeva una lettera in mano, occhi gonfi…disperata… non sapevo bene come comportarmi, era minorenne ma era palese che avesse un problema.
Ho deciso di ascoltarla. Mi ha raccontato che tramite una lettera che ha trovato nel cassetto del comodino della mamma nella loro casa di Viareggio, ha scoperto che il suo vero padre non era colui che l’aveva cresciuta, ma un tale Mario Rossi(nome fittizio)… Tutta questa storia accade tra Marina di Massa e Massa Carrara, dove abita la famiglia, tra l’altro benestante.

Erano conosciuti da tutti, da Viareggio e Pietrasanta dato il lavoro del “padre” un famoso chirurgo della zona.

investigatore carraraClaudia era disperata, non aveva detto a nessuno quello che aveva scoperto, era saltata sul treno cercando su internet un agenzia investigativa nella zona di Massa e le siamo apparsi noi. Le ho spiegato che essendo minorenne dovevamo chiamare la madre, ma lei non ne voleva sapere e ha chiamato il fidanzato, un ragazzo, fortunatamente maggiorenne che abitava a Lido di Camaiore.

Lo abbiamo aspettato insieme a Carrara, dal momento che non mi sembrava il caso di lasciare sola la ragazza… Al suo arrivo, dopo un viaggio in treno da Marina di Massa, Marco (il suo fidanzato) è rimasto scioccato, ma l’ha obbligata a parlare con la mamma per chiarire la situazione. I due tornano in treno a Marina di Massa. Dopo qualche giorno da questo incontro, Claudia ci chiama per un appuntamento con lei e la mamma. Andiamo allora nella loro casa di Massa Carrara e troviamo una scena disarmante… il padre, disorientato cerca di mandarci via in malo modo. La mamma che lo assecondava e Claudia che piangeva. Per far calmare le acque siamo andati a bere un caffè in un bar vicino a Lido di Camaiore, dicendo che se ci fossero state novità, non saremo tornati a Carrara ma avremo atteso per parlare con loro. Nessuno chiamava e siamo passati da Viareggio a trovare un nostro ex cliente e siamo tornati in ufficio. Un paio di giorni dopo ci chiama Sara, la zia da parte del padre di Claudia e ci chiede un appuntamento a Lido di Camaiore.
Troviamo lì Claudia e la zia, con le idee un po’ più chiare, cercare il vero padre di Claudia. Non era una cosa facile, anche perché la madre insisteva di aver conosciuto questo personaggio (il vero padre) in un locale di Viareggio una sera che aveva bevuto un po’ troppo. Non avevamo niente, ma c’era qualcosa di strano, il padre non biologico prendeva le difese della madre, c’era qualcosa che non tornava, c’erano troppi segreti in quella casa. Noi siamo un agenzia investigativa, abbiamo dei limiti imposti dalla legge quindi non sapevamo come aiutare la ragazza. Abbiamo cercato informazioni da Viareggio a Pietrasanta…ma niente. Decidiamo di parlare con entrambi i genitori per renderli partecipi delle nostre indagini, la situazione era molto delicata! I due ci fanno andare a casa loro a Massa Carrara senza far partecipare la figlia che nel frattempo era a casa del fidanzato a Lido di Camaiore. L’accoglienza stavolta è stata più positiva, ci fanno accomodare e ci offrono del te. Il padre tira fuori un assegno di 20000€ e ci chiede di sparire per sempre. Noi gli spieghiamo che non siamo nel far west e certe cose non si fanno. La madre allora ci inizia a raccontare… la relazione che la madre aveva intrapreso a Carrara, era con una famiglia che loro frequentano da anni, lui era il padre e tutti sapevano… Non avevano detto niente per salvare la reputazione e la cosa più triste è che questa era la famiglia del fidanzato della figlia, in pratica la figlia stava insieme al fratello.

Relazione che loro hanno permesso per salvare le apparenze… non sapevo cosa dire… o fare… In quel momento dalla porta di sala, entrò la zia, che aveva sentito tutto ed era infuriata! Viareggio, la città delle persone benestanti, ma cosa si nasconde dietro le apparenze? Non abbiamo pedinato nessuno, non abbiamo percepito alcun che, siamo tornati a casa ringraziando per qualsiasi difetto dei nostri genitori!